La Bolla attuale supera quella delle Dot.Com. del 2000 – 14 gennaio 2020 – ore 12

….Una analisi piuttosto esplicativa che parte dal concetto….

che le prime 5 società quotate a NY si stanno gonfiando a dismisura…molto piu’ che nel 2000 (di quelle che allora erano le prime 5 società quotate)

The five biggest stocks in the US market are more dominant today than ever before. At the end of 2019, Apple, Microsoft, Google, Facebook and Berkshire Hathaway made up 18.1% of total S&P 500 market cap. That’s more even than the top five at the height of the dotcom bubble.

There are two possible explanations for this dominance:

1) We live in a world where a handful of giant companies just keep on getting bigger by capturing ever-greater monopolistic rents. If so, look out for politicians to force anti-trust break-ups of these giants.

2) In an investment landscape increasingly dominated by passively-managed index funds, the biggest stocks are rewarded by fund inflows simply for being the biggest, and so get ever bigger in a self-reinforcing positive feedback loop.

If this is the case, the biggest stocks in the index will get ever-more mispriced relative to fundamentals such as earnings, increasing the probability of an eventual mega-cap market crash.

I cinque maggiori titoli del mercato statunitense sono oggi più dominanti che mai. Alla fine del 2019, Apple, Microsoft, Google, Facebook e Berkshire Hathaway costituivano il 18,1% della capitalizzazione totale di mercato di S&P 500. Questo è più uniforme dei primi cinque all’altezza della bolla delle dotcom.

Ci sono due possibili spiegazioni per questo dominio:

1) Viviamo in un mondo in cui una manciata di aziende giganti continuano a diventare più grandi catturando affitti monopolistici sempre maggiori. Se è così, cerca i politici per forzare le rotture antitrust di questi giganti.

2) In un panorama di investimenti sempre più dominato da fondi indicizzati gestiti passivamente, i titoli più grandi vengono premiati dagli afflussi di fondi semplicemente per essere i più grandi, e quindi diventano sempre più grandi in un circuito di feedback positivo auto-rafforzante.

In tal caso, i titoli più grandi dell’indice otterranno un prezzo sempre più misero rispetto ai fondamentali come gli utili, aumentando la probabilità di un eventuale crollo del mercato delle Mega capitalizzazioni 

 

DISCLAIMER PER GLI UTENTI – CLICCA QUI 

La Bolla attuale supera quella delle Dot.Com. del 2000 – 14 gennaio 2020 – ore 12

9 thoughts on “La Bolla attuale supera quella delle Dot.Com. del 2000 – 14 gennaio 2020 – ore 12

  • 14 Gennaio 2020 at 12:15
    Permalink

    Sarà senz’altro cosi Stefano ..prima o poi :intanto ieri Nasdaq e Sp hanno battuto per l’ennesima volta( non si contano più…) il loro record storico. E dal 6-7 Gennaio quando i cicli a 13 ,a 9 ecc ecc avrebbero decretato ” la festa è finita” siamo già avanti di una settimana…se non è diverso poco ci manca .Saluti Ermes

    Reply
    • 14 Gennaio 2020 at 12:53
      Permalink

      Ermes, vedo con stupore che la gente è piu’ concentrata su quello che non ha (e che sale) rispetto a quello che ha (che sale anch’esso) quasi fosse una ossessione ed uno stress maggiore NON avere i 5 titoli che fanno mercato rispetto ad essere correttamente investiti secondo un proprio profilo di rischio. Chi si ricorda gennaio-febbraio-marzo 2000? NESSUNO….stessi discorsi di oggi….solo che poi ci si ricorda di quello che è accaduto dopo….nemmeno a novembre dicembre 1999 ci si ricorda di chi fremeva per essersi perso il pezzo finale del mercato….erano quelli che NON avevano acquistato prima e si mangiavano le mani comprando a prezzi folli titoli poi inceneriti…Questa volta è diverso? certo….e l’ho spiegato: i ttassi a zero amplificano i rischi non le opportunità….da agosto ad oggi chi avesse investito negli emergenti avrebbe +20% di gain rispetto a +14% del sp500….eppure tutti a guardare la borsa Usa….mah…i misteri della mente umana….in ogni caso qui si tratta – a mio avviso – solo di aspettare il momento di andare short….altro che al rialzo!!!

      Reply
  • 14 Gennaio 2020 at 15:53
    Permalink

    Caro Stefano,
    i mercati saranno anche in bolla, ma è nella bolla che si fanno i $$$..se ci si accontenta.
    Avevo già espresso a novembre i miei dubbi su DeMark con continui 13 rosso, viola,combo, e infine riconteggio… Dubbi emersi dal fatto che da analisi frattalica, di cui anche tu ti avvali, avevo identificato, purtroppo tardi, una aderenza dello sp500 all’anno 2013…e quindi mi aspetto anche un 2014 con nuovi massimi da realizzare, dopo un rifiatamento , che riavvicini le MM…
    Per quanto riguarda gli EM sono saliti in quanto è salita la borsa americana….punto. Non ricordo a memoria il contrario. Alcuni LATAM hanno forza relativa maggiore, insieme EAST EUROPE.
    La CHINA è rimasta indietro quindi preferibile.
    Per gli auriferi conto o 5 di III o 5 di 5… questione non da poco..ma sicuramente da acquistare nei ribassi.
    Opinioni diverse su materie prime e USD e petrolio e Inflazione…questa carneade!!
    Sempre ottimo lavoro come fonte di ispirazione e discussioni costruttive.
    Saluti.

    Reply
    • 14 Gennaio 2020 at 20:11
      Permalink

      Rispondo in particolare sugli emergenti: ti rimando al post che faro’ in serata e poi la tua affermazione che gli emergenti salgono perchè sale la borsa Usa sarà smentita. Per DeMark rimango fedele all’impostazione: occorre capire bene il meccanismo che spiego sotto password. Ti mancano pezzi per poter valutare una strategia che negli Usa è dominante tra i gestori. Il resto sono opinioni sulle quali si dovrebbe discutere. saluti

      Reply
  • 14 Gennaio 2020 at 16:24
    Permalink

    “..la gente è piu’ concentrata su quello che non ha (e che sale) rispetto a quello che ha (che sale anch’esso) …. Potrebbe essere invece sù quel che ha tipo essere short sull’SP 500: per fortuna non ne ho preso tanto ,sic…

    Reply
  • 14 Gennaio 2020 at 18:33
    Permalink

    STEFANO BOTTAIOLI 25 settembre 2019- ore 10,15: Iniziano a vedersi segnali di cedimento….e questo non sorprende –

    FRANCO: Franco
    25 Settembre 2019 at 12:31
    Permalink
    Purtroppo no Stefano, questo ribasso è una bear trap per il nostrano e son felice che da un po torni a commentarlo, per l’indice poverello e bistrattato, come dici tu, il fuzzi,
    credo che il 21500 21400 sia la chiusura GapUP di qualche tempo fa e ora si riprenda a salire supportati anche da Wall Street che ha nei suoi orizzonti i 3100 ormai. Saluti

    ——————————————————————————————————-

    Questo uno scambio di idee tra noi, qualche mese fa, lo ricorderai Stefano, le analogie facevano ieri come oggi credere all’inversione, ma io non ci credevo ieri come non ci credo oggi, eravamo sotto i 3000 e 3100 erano un target max a mio avviso, ma stanno continuando verso i 3500 per cui, prima è stato diverso, ora potrebbe esserlo e domani anche. Ocio.

    Reply
    • 14 Gennaio 2020 at 20:13
      Permalink

      Franco ma se eri cos’ tranquillo e certo che fosse così non capisco perchè lamentarsi del fatto che sale e sale….se sei convinto che va a 3500 diretto perchè non andare in leva al rialzo? ricordo solo che le stesse cose che leggo in queste settimane sono le stesse lette sui picchi delle bolle passate….tutto secondo la norma…tutto sempre coerente con la mente che porta a rifiutare di acquistare sui minimi ma pronti a comperare sui massimi….meditate gente meditate

      Reply
      • 15 Gennaio 2020 at 0:16
        Permalink

        Il mercato ha sempre ragione, nessun lamento, solo considerazioni del Mondo webborsa che da mesi, forse anni? Sta leggendo ed ha letto cose, seguendo vecchi schemi e vecchie analogie e correlazioni tra materie prime ed equity, tra valute ed equity, tra fondamentali ed equity e che da tempo sono state abbandonate dai mercati, nolti grafici fanno accapponare la pelle, ma solo questo, non fanno guadagnare chi li segue, questo da parecchio ormai. per questo dico….Ocio. Dico ocio perchè si è stati abituati ad alternanze, mentre nel 2019 la FED ha distrutto il mercato, può durare? Quanto può ancora? Questo è da capire, tutto il resto ormai conta davvero poco. Salutoni ai lettori.

        Reply
        • 15 Gennaio 2020 at 10:07
          Permalink

          Franco tutto condivisibile in linea teorica ma qui occorre essere pragmatici ed operativi nel senso che devo valutare e condividere strategie con i miei clienti che hannoo scopo di investire i loro patrimoni con accortezza, logica, prudenza e buon senso… Non posso far correre rischi eccessivi ma valutare attentamente risk reward atteso… Se la borsa usa è fuori logica lascio che continui e mi focalizza su idee che presentano in base ai modelli ed ai metodi utilizzati le migliori condizioni… Quindi se gli usa sono in bolla e la bolla continua a gonfiarsi a me non deve interessare in quanto nelle more dei parametri utilizzati il rischio è eccessivo… Sarà il cliente a dirmi se vuole rimanerci investito mentre io devo oggettivamente tenere conto di parametri realistici e sensati che in qs momento portano a concludere che gli usa sono oggettivamente storicamente statisticamente stagionalmente ed economicamente troppo cari…

          Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *